Che cos'e' la Chiesa di Cristo?

Che cosa devo fare per essere salvato ?

E’ la domanda che alcuni secoli fa una guardia carceraria della citta’di Filippi, in Macedonia, rivolse ad un suo prigioniero, l’apostolo Paolo, ricevendo da lui questa risposta: "Credi nel Signore, e sarai salvato tu e la casa tua". Poi annunziarono la Parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua ... E lui e tutti i suoi furono subito battezzati. (Atti degli Apostoli 16, 30-31).
Questa stessa domanda venne rivolta a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste da coloro che avevano ascoltato il discorso di Pietro dopo la discesa dello Spirito Santo: "Fratelli, che dobbiamo fare? ". Anche in quel caso la risposta di Pietro fu sostanzialmente uguale a quella dell’apostolo Paolo: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesu’Cristo per il perdono dei peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo" (Atti degli Apostoli 2, 37-38).

Gesu’, parlando un giorno ad un capo giudeo di nome Nicodemo, che era venuto a trovarlo di sera, gli disse: "Chi non e’ nato di acqua e di Spirito non puo’ entrare nel Regno dei Cieli" (Giovanni 3, 5). Piu’ tardi, dopo la sua risurrezione, egli, rivolto ai suoi apostoli, spiega meglio queste sue parole, affidando a loro il grande mandato della predicazione: "Andate per tutto il mondo a predicare l’evangelo ad ogni creatura; chi ha creduto ed e’ stato battezzato, sara’ salvato, ma chi non ha creduto sara’ condannato" (Marco 16, 15-16).

Anche nei vangeli di Matteo e di Luca troviamo le stesse indicazioni : " Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che vi ho comandato" (Matteo 28, 19-20), "E disse loro: Cosi’ sta scritto, e cosi’ era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse il terzo giorno, e che nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti a cominciare da Gerusalemme" (Luca 24, 46-47).

Gli apostoli hanno messo in pratica il mandato che e’ stato loro affidato , predicando la buona notizia della salvezza per mezzo della fede e battezzando tutti coloro che credevano al loro messaggio. Chiaramente non e’ l’acqua del battesimo in se’ stessa che salva, non vi e’ alcun potere magico nell’atto di immersione (battesimo, dal greco, significa immersione ), ma e’ la fede ed il ravvedimento che precedono questo atto a produrre nel credente la salvezza in virtu’ del sacrificio che Cristo ha compiuto sulla croce per tutti noi. Lo stesso apostolo Pietro ci spiega chiaramente che non si tratta di un semplice bagno, ma della " richiesta di una buona coscienza presso Dio ". Soltanto cosi’, egli aggiunge, il battesimo ci salva " mediante la risurrezione di Cristo " (1 Pietro 3, 21). L’apostolo Paolo ci spiega che il battesimo simboleggia la morte e la risurrezione di Cristo che il cristiano fa propria mediante l’immersione e la successiva emersione: " Essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti: E con lui Dio ha vivificato voi che eravate morti nei peccati ... perdonandovi tutti i peccati" (Colossesi 2,12). "Poiche’ quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo" (Galati 3, 27).

E tu, caro amico, hai mai rivolto a Dio questa stessa domanda?

"Che cosa devo fare?"

Se e’ vero che il battesimo e’ un atto consapevole di fede ubbidiente che il credente compie, decidendo di cambiare la sua vita per porla al servizio di Dio, allora il battesimo che ti e’ stato imposto da bambino non ha alcun valore agli occhi di Dio. Si giustifica oggi il rito del battesimo dei bambini affermando che esso e’ necessario per cancellare il peccato originale, ma questo peccato originale e’ un insegnamento biblico o e’ soltanto una dottrina costruita artificialmente dagli uomini per giustificare una pratica che affonda le sue radici nelle tradizioni umane?

Per comprensibili motivi di spazio non ci e’ qui possibile trattare esaurientemente questo argomento, ma l’idea di una condanna dell’uomo per il peccato di Adamo e’ contraddetta da molti passi biblici nei quali si parla del giudizio universale. Questo giudizio sara’ individuale e non collettivo; riguardera’ i peccati personali e non quegli degli altri, sia pure il peccato di Adamo: «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la retribuzione di quel che ha fatto, sia di bene sia di male, mentre era nel corpo» (2 Corinzi 5, 11).« Ognuno di noi dovra’ rendere conto di se’ a Dio » (Romani 14, 12).

Secondo il messaggio biblico e’ il nostro comportamento quello che conta , non la disubbidienza di Adamo. Egli era responsabile delle sue azioni, noi delle nostre. Quindi non siamo costituiti peccatori dal suo peccato, ma solo dalle azioni personali compiute durante la nostra vita terrena. La Bibbia non parla validamente dell’uomo entrato nel mondo degli adulti, al quale soltanto si possono applicare le categorie morali. Se fosse vero che i bambini nascono con il peccato originale, come mai Gesu’ li presenta come coloro che fanno gia’ parte del regno di Dio ? «Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me e non glielo impedite, perche’ di tali e’ il regno di Dio» (Marco 10, 14). Sembra quindi logico concludere che i bambini, prima di una loro colpa personale, sono amici di Dio, non in virtu’ di un rito (battesimo), ma per loro stessi. Se cosi’non fosse, dovremmo dire che la potenza malefica di Adamo e’ superiore alla potenza salvatrice di Gesu’.

Se la nascita e’ gia’ "appartenenza" a Cristo, che bisogno vi e’ del segno battesimale? Il battesimo e’ segno della morte al peccato personale e della nuova nascita con il Cristo; esso va quindi praticato solo agli adulti che hanno spezzato con il peccato la loro unione con Dio.


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